Sintesi: che cosa serve perché un istinto esista
Modulo 7 – Lo schema comune ai casi esaminati, ciò che la biologia evolutiva spiega bene, il punto esatto in cui si ferma, e un limite che vale per entrambe le parti del dibattito: il comportamento non fossilizza.
Da dove viene il software: geni, cervelli e comportamento innato
Modulo 6 – Il gene foraging, gli ibridi di Dilger, le api igieniche: dove la genetica del comportamento funziona davvero. E il salto che resta, da modulare un comportamento esistente a specificare un algoritmo nuovo.
I costruttori: nidi, termitai e ragnatele
Modulo 5 – Termiti cieche che costruiscono torri ventilate, tessitori che annodano, ragni che ripetono una geometria precisa. La stigmergia spiega più di quanto si creda, e proprio per questo va capito bene che cosa non spiega.
La danza delle api: un linguaggio simbolico in un cervello da un milligrammo
Modulo 4 – L'angolo codifica la direzione, la durata la distanza, e la corrispondenza fra segnale e significato è arbitraria: è un codice. E un codice richiede che chi lo emette e chi lo legge condividano la stessa convenzione.
Navigare senza strumenti: stelle, campo magnetico, mappe interne
Modulo 3 – Orientarsi è tenere una direzione, navigare è sapere dove si è. Gli esperimenti di Emlen nel planetario, la magnetorecezione, le tartarughe che tornano alla spiaggia natale e il problema irrisolto della mappa.
La farfalla monarca: una migrazione che nessun individuo completa
Modulo 2 – Migliaia di chilometri fino a una foresta messicana che nessuna farfalla ha mai visto, con chi arriva separato da più generazioni da chi è partito. Bussola solare, orologio nelle antenne e ciò che resta inspiegato.
Che cos’è un istinto complesso e perché è un problema
Modulo 1 – Un istinto non si impara, deve funzionare al primo tentativo e richiede sensori, programma e attuatori insieme. Darwin lo considerava una difficoltà capace di rovesciare la sua teoria: perché il problema è rimasto aperto.